Varicocele

Il varicocele è la dilatazione anomala e permanente delle vene del plesso pampiniforme, cioè la rete di vene che drena il sangue dal testicolo. In parole semplici, si tratta di vere e proprie “vene varicose” localizzate all’interno dello scroto. Nella stragrande maggioranza dei casi (circa l’85-90%) si manifesta nel lato sinistro, a causa della conformazione anatomica delle vene spermatiche. Può comunque essere bilaterale (circa 10-15%) e, molto raramente, isolato a destra.

Perché si forma?

La causa principale è di natura anatomica e meccanica. Il sangue venoso deve risalire dai testicoli verso il cuore, contro gravità. Per farlo, le vene sono dotate di piccole valvole che impediscono al sangue di tornare indietro.

  • Malfunzionamento valvolare: Se queste valvole sono difettose o assenti, il sangue refluisce verso il basso per gravità.

  • Fattore sinistro: La vena spermatica sinistra è più lunga di quella destra e si immette nella vena renale sinistra con un angolo retto (90° circa). Questo crea una pressione idrostatica maggiore rispetto a destra, dove la vena gonadica si immette direttamente nella vena cava inferiore con un angolo acuto, facilitando il flusso.

  • Ristagno di sangue: Il reflusso causa un aumento di pressione e il conseguente sfiancamento delle pareti venose, che si dilatano.

Quanti pazienti colpisce? (Epidemiologia)

Il varicocele è una condizione estremamente comune:

  • Colpisce circa il 15-20% della popolazione maschile globale.

  • L’incidenza aumenta durante la pubertà, manifestandosi principalmente tra gli 11 e i 25 anni.

  • È la causa principale di infertilità maschile curabile: si riscontra infatti nel 35-40% degli uomini con infertilità primaria (che non hanno mai avuto figli) e fino all’80% degli uomini con infertilità secondaria (che hanno già avuto figli ma non riescono più a concepire).

Quali sintomi dà?

Nella maggior parte dei casi il varicocele è asintomatico e viene scoperto casualmente durante visite di routine (es. visite sportive o per la leva militare in passato). Quando presenti, i sintomi includono:

  • Senso di pesantezza o fastidio: Un dolore sordo e cronico allo scroto, che tipicamente peggiora a fine giornata, dopo essere rimasti a lungo in piedi o dopo uno sforzo fisico prolungato.

  • Sollievo in posizione supina: Il fastidio tende a scomparire o attenuarsi quando ci si sdraia, poiché la gravità smette di ostacolare il ritorno venoso.

  • Alterazioni estetiche/tattili: Nei gradi più avanzati, lo scroto può apparire visibilmente asimmetrico e al tatto può sembrare un “sacchetto di vermi”.

  • Ipotrofia testicolare: Il testicolo colpito può risultare più piccolo o più soffice rispetto al controlaterale a causa della sofferenza vascolare.

Quali sono gli esami diagnostici da fare?

La diagnosi si basa su un percorso semplice ma rigoroso:

1. Esame obiettivo (Visita medica)

L’urologo o l’andrologo esegue la palpazione dello scroto sia in posizione eretta che supina, chiedendo talvolta di tossire o spingere (manovra di Valsalva) per aumentare la pressione addominale e rendere evidenti le vene dilatate. In base a questo, il varicocele viene classificato in 3 gradi clinici (da I, il più lieve e palpabile solo sotto sforzo, a III, visibile a occhio nudo).

2. Ecocolordoppler testicolare

È l’esame strumentale d’elezione (gold standard). Non è invasivo, non fa male e permette di:

  • Confermare la diagnosi misurando il diametro delle vene.

  • Valutare l’entità e la durata del reflusso venoso (consentendo cosiì una ulteriore e più precisa classificazione).

  • Misurare con precisione il volume di entrambi i testicoli per escludere ipotrofia.

3. Spermiogramma (Analisi del liquido seminale)

Fondamentale negli adulti o nei giovani adulti. Il ristagno di sangue aumenta la temperatura dello scroto (che fisiologicamente dovrebbe essere di circa 1.5-2° C inferiore a quella corporea) e accumula radicali liberi. Questo può danneggiare gli spermatozoi, riducendone il numero, la motilità e alterandone la forma.

Gradi del Varicocele Ecografico 

Questa classificazione valuta non solo il diametro delle vene, ma soprattutto l’entità del reflusso di sangue misurato con l’ecocolordoppler:

  • I Grado: Reflusso venoso leggero e limitato alla parte superiore del testicolo, avvertibile solo sotto sforzo (Valsalva). Non c’è ipotrofia del testicolo.

  • II Grado: Reflusso venoso che raggiunge il polo superiore del testicolo a riposo e aumenta sotto sforzo. Il volume del testicolo è ancora normale.

  • III Grado: Il reflusso raggiunge il polo inferiore del testicolo solo sotto sforzo. Può iniziare a evidenziarsi una parziale sofferenza testicolare (iniziale ipotrofia).

  • IV Grado: Il reflusso è chiaramente presente già a riposo e aumenta con la manovra di Valsalva. In questo stadio è frequente riscontrare una riduzione del volume (ipotrofia) del testicolo colpito.

  • V Grado: Reflusso venoso spontaneo e severo a riposo, che non aumenta ulteriormente sotto sforzo perché le vene sono già al massimo della loro dilatazione. È quasi sempre associato a ipotrofia testicolare e ad alterazioni dello spermiogramma.

Quando trattare?

Il varicocele non va sempre operato. Se non causa sintomi e i parametri del seme sono normali, si adotta un approccio di sola osservazione nel tempo.

Il trattamento (che può essere chirurgico o tramite scleroembolizzazione percutanea) è indicato in presenza di precisi criteri clinici:

  • Infertilità di coppia documentata: Presenza di varicocele clinico associato ad alterazioni dello spermiogramma e partner femminile sana (o trattabile).

  • Ipotrofia testicolare nei giovani: Nei ragazzi in fase di sviluppo, se il testicolo affetto mostra una riduzione del volume superiore al 10-20% rispetto al sano.

  • Dolore o fastidio cronico: Quando il dolore è invalidante e non risponde ai trattamenti conservativi (es. antinfiammatori o uso di sospensorio).

  • Alterazioni severe dello spermiogramma: Anche in assenza di una ricerca attiva di prole, se i parametri seminali mostrano un peggioramento progressivo nei controlli periodici.